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MusicZone – Ezio Bosso

“C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze. Sono le dodici stanze in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo nell’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare”.

Questa la descrizione fatta dallo stesso Ezio per spiegare uno dei suoi album più celebrati e apprezzati.

“Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza”.

Era l’autunno del 2019 quando il musicista, compositore e direttore d’orchestra torinese Ezio Bosso confessava questo dolore. “Nessun pietismo”, chiedeva al pubblico, l’artista che soffriva di una malattia neurologica degenerativa.

“La bacchetta è il mio potere forte. La maschera che nasconde il dolore. Quando la poggio, tutto mi piace un po’ meno”, amava dire.

Nella sua vita ha dato voce alla musica in un modo unico e straordinario come solo i veri maestri sanno fare.

Ha sempre detto “La musica non si può fermare…e la si può fare solo in un modo…insieme!”

Questo suo amore verso la musica si è sempre manifestato attraverso di essa in modo totalmente commovente nell’animo di chi lo ascoltava.

Grazie Maestro per quello che ci hai insegnato!

Ciao Ezio.



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